Al via la vendemmia 2024, partendo come sempre dall’Arneis. «Abbiamo iniziato proprio in questi giorni», annuncia Sergio Marchisio: «Tutto bene: sarà una bell’annata, al netto delle difficoltà climatiche». La pioggia primaverile ed estiva, in effetti, ha scatenato la peronospora, obbligando i viticoltori a trattamenti continui. «Noi, poi, fedeli al disciplinare biologico, siamo stati costretti a un vero e proprio super-lavoro». Risultato? Più che accettabile: l’aspersione dei filari con prodotti naturali come gli oli essenziali ha permesso di mettere in salvo oltre il 90% dei grappoli. «Anche la qualità degli acini è ottimale: il nostro Roero Arneis, biologico e biodinamico, non corre pericoli».
Vero e proprio pioniere del bio nel Roero, Sergio Marchisio è stato il primo produttore a impiantare l’Arneis a Castellinaldo, tradizionale terra di Barbera. Non a caso, su quelle colline oggi viene imbottigliata la Castellinaldo Doc, unica sottozona riconosciuta per la Barbera d’Alba (una spettacolare Barbera superiore, lungamente affinata in legno). Ma Marchisio non si è accontentato dell’Arneis tappo raso: ha voluto anche spumantizzarlo e poi vinificarlo in anfora. Il metodo classico Faiv, 100% Arneis, rappresenta un traguardo storico: le prime bollicine nate dal vitigno bianco più tipico del Roero. Ultimo passaggio, la ceramica: 2-3.000 bottiglie l’anno. Un Arneis speciale, prodotto riscoprendo le antiche virtù delle tradizionali otri del Caucaso, che ai vini conferiscono una delicatezza straordinaria.
Il grosso del Roero Arneis è invece vinificato in acciaio. E resta il vino di bandiera della Marchisio Family: la produzione raggiunge le 80-100.000 bottiglie annue. Un Arneis davvero particolare, genuino, senza lieviti aggiunti. Molto apprezzato anche nel Nord Europa e nel difficile mercato del Canada. Ennesima buona notizia, il calendario della vendemmia: lo scorso anno, a causa della siccità prolungata e delle temperature record, la raccolta era iniziata subito dopo ferragosto. Quest’anno è caduta copiosa la benedizione di cui le colline vinicole del Roero avevano più bisogno: la pioggia. Altro lavoro, d’accordo, per contenere la peronospora. Ma alla fine, piena soddisfazione: anche gli Arneis 2024 si imporranno per la loro inimitabile personalità. Una dote che li rende unici, davvero diversi da tutti gli altri.



