Chi li conosce sa che i Marchisio badano al sodo: alle chiacchiere preferiscono i fatti. Certo, gli elogi fanno sempre piacere. E così i premi. Sono stati davvero tanti, anche in un anno difficile come il 2024, l’ultimo di una serie impegnativa. Prima il Covid, poi la grandine, poi la siccità. E infine la pioggia: tantissima, troppa. Eppure, anche stavolta si è portato a casa il massimo, al prezzo di molta fatica. Ecco perché i riconoscimenti valgono doppio: certificano lo sforzo compiuto per raggiungere la qualità assoluta. Personalità, stile, fedeltà al territorio. La migliore espressione dei vitigni autoctoni. Vini biologici e biodinamici, spesso vinificati e affinati in anfore di ceramica.
Ed è proprio l’anfora ad esser stata premiata nell’ambito del Wine Hunter Award al Merano Wine Festival: sugli scudi il Costa delle Rose 2022, Roero Arneis nato e cresciuto in ceramica. Ancora sul podo l’anfora, con la Foglia d’Oro attribuita dalla Guida Bio: tra le eccellenze da segnalare nel 2025 il Langhe Pinot Nero 2022, vinificato in ceramica. Il rosso borgognone è stato premiato a pari merito (altra Foglia d’Oro) con lo spumante Faiv Brut Blanc de Blancs 2014, metodo classico, dieci anni sui lieviti. Le stesse bollicine hanno stregato anche i critici di Wine Hunter: sempre il Faiv 2014 (100% Arneis) ha conquistato la Gold Medal nella prestigiosa kermesse di Merano.
Da Decanter, intanto, medaglia di Bronzo per il Francesca, un sontuoso Roero Riserva 2020: la grande rivista internazionale gli ha tributato 89/100. Ulteriori riconoscimenti, ancora nella Guida Bio, sono inoltre andati ad altre etichette della Marchisio Family. Ben 5 Foglie Verdi a tre vini strepitosi, tutti nati in anfora: il Langhe Riesling 2022, il Valmaggiore Nebbiolo d’Alba 2020 e il Roero Arneis Costa Delle Rose 2022. A quest’ultimo si aggiunge il “gemello” Roero Arneis Costa Delle Rose 2023, vinificato in acciaio (quattro Foglie Verdi, nella guida). Dulcis in fundo, il riconoscimento di Bacchus (89 punti su 100) al Langhe Nebbiolo Mungalat 2023, appena sbarcato in Canada.
L’attenzione del network di Alain Lebel, fondato nel Quebec vent’anni fa e rivolto innanzitutto al mondo francofono, conferma l’apprezzamento per i vini della Marchisio Family anche in un mercato particolare come quello canadese, severamente contingentato. Oggi la rete della rivista Bacchus si estende a 20 paesi diversi, vantando quasi centomila abbonati. «Tutte notizie che accogliamo con entusiasmo», dicono Sergio Marchisio e sua figlia, Francesca: «Le tante segnalazioni ottenute confermano che lavoriamo da molti anni sulla strada giusta».
Lo testimonia anche il recentissimo premio “Vestire la Barbera” tributato da RossoBarbera alla Castellinaldo Barbera d’Alba dei Marchisio, per l’etichetta più bella. Puro piacere, assaggiarla magari nella nuovissima winery aziendale, avvolta dai vigneti. Sono davvero tanti i tesori del 2024: per esempio i super-spumanti (Arneis e Nebbiolo) stappati dopo qualcosa come 25 anni. Questa resterà un’annata piena di record: per la prima volta, è stato presentato a Vinitaly il favoloso Barolo Vigna Rionda, che inserisce i Marchisio nel gotha dei barolisti. E il futuro già si protende sulla nuova vigna impiantata a Govone, da cui nasceranno Arneis, Nebbiolo e Riesling. Ce n’è d’avanzo, per brindare a uno splendido 2025!



