Clima e gradazione dei vini: un tema di assoluta attualità. Reduce da Vinitaly, la Marchisio Family conferma: «Cresce la richiesta di vini più leggeri, dopo il boom dei “vinoni” da 14,5 gradi. Naturalmente, molto dipende dal clima». E infatti: proprio il meteo resta il grande protagonista dell’ultimo periodo. Dopo gli inverni senza neve e le estati infinite, praticamente asciutte, qualcosa sta cambiando. «Questa primavera è decisamente fresca e piovosa: a fine aprile, le temperature fanno addirittura temere il rischio di qualche gelata tardiva, sempre possibile».

Termometro al ribasso e acqua a catinelle. Che fare? Meglio tenersi pronti a tutto: «Non appena la temperatura supera i 10 gradi occorre procedere con i trattamenti biologici», spiega Fabio Marchisio: «Il primo tepore, sulle vigne bagnate, apre subito la strada alla peronospora». In ogni caso il morale è alto: «Basta un’occhiata ai vigneti – assicura Sergio Marchisio – per verificare quanto sia ottimale il livello di vegetazione: la crescita ha già raggiunto i 20-30 centimetri. E il clima fresco non è assolutamente un problema, anzi: favorisce uno sviluppo armonico dei grappoli».

La situazione climatica potrebbe aiutare la produzione di vini meno gradati. «Si andrebbe incontro alla richiesta del mercato, che ormai predilige la freschezza». Un feedback, questo, confermato dall’ultima edizione di Vinitaly. La maxi-fiera di Verona si è conclusa con un ottimo bilancio, per la Marchisio Family: «Abbiamo registrato nuovi contatti importanti, sia con l’Italia che con l’estero. E in particolare con il Canada, dove siamo sbarcati da poco: i canadesi apprezzano i nostri vini del Roero». Biologici e biodinamici: unici, inconfondibili. E domani, magari, ancor meno gradati.

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