Si può vincere in bellezza un concorso di vini? La risposta è sì. Basta chiamarsi Castellinaldo Doc, unica sottozona riconosciuta per la Barbera d’Alba. Ad aggiudicarsi la “medaglia d’oro” per il packaging è il super-rosso della Marchisio Family: la sua splendida etichetta ha conquistato la giuria di RossoBarbera, l’importante kermesse di Costigliole d’Asti. Un trionfo: la Castellinaldo Barbera d’Alba di casa Marchisio si è aggiudicata il primo premio “Guido di Costigliole”, edizione 2024, imponendosi su ben 400 etichette presentate da 200 produttori delle Langhe, del Monferrato e del Roero.
«Siamo felicissimi di questo attestato, che – a partire dall’etichetta, realizzata ormai trent’anni fa – premia innanzitutto il nostro territorio, ben rappresentato dall’associazione Vinaioli del Castellinaldo». Sono stati i primi a credere in questa spettacolare Barbera: nasce da vigne vecchie e viene affinata in botti di acacia per 12-18mesi, prima di affrontare l’ulteriore evoluzione di 6 mesi in bottiglia». Dulcis in fundo, aggiunge Francesca Marchisio, «ci teniamo a ringraziare anche la pittrice Enza Prunotto per averci donato un suo meraviglioso dipinto, “Ove s’attarda il sole”».
La tribuna del premio assegnato al Castello di Costigliole è autorevole: RossoBarbera (1-4 novembre) si distingue come il più grande banco d’assaggio dedicato al vitigno Barbera. Ai visitatori è stato offerto anche quest’anno un favoloso percorso di degustazione all’interno delle sale del castello, incorniciato di rosso grazie alla suggestiva scenografia luminosa con il logo dell’evento. Sotto la guida dei sommelier dell’Ais, gli appassionati hanno apprezzato una leggendaria degustazione di etichette iconiche e annate storiche, accompagnata da delizie gastronomiche piemontesi.
Spazio anche alla cultura del vino, grazie alle idee offerte nella sezione Barbera Academy: cresce la richiesta di vini di qualità, tra cui proprio la Barbera può raggiungere vette sorprendenti. È il caso della Castellinaldo, ufficializzata nel 2021 come iper-eccellenza territoriale della Barbera d’Alba. Quella della Marchisio Family si presenta come una Barbera aggraziata e profonda, ricca di riverberi. Le pulsioni del sottosuolo vengono sublimate dal sole e poi sapientemente decantate, grazie alla lenta evoluzione nel morbido legno di acacia.
Tre anni fa, Sergio Marchisio salutava il traguardo della sottozona con queste parole: «E’ una immensa soddisfazione veder riconosciuti i propri sforzi, dopo trent’anni di impegno familiare: ora finalmente la nostra Castellinaldo potrà mostrare in etichetta la denominazione del Comune, sinonimo di rinomata eccellenza». E a proposito di etichetta: quella ora festeggiata a Costigliole con il primo premio del concorso “Vestire la Barbera” mostra l’affascinante rocca di Castellinaldo con il suo castello, attorno a cui è abbarbicato il centro storico del paese.
Onore al passato, innanzitutto: «Il villaggio di Castellinaldo è sempre stato terra di Barbera, prima che io stesso vi impiantassi le prime barbatelle di Arneis della storia del paese». L’impareggiabile Barbera di quelle colline è ora prodotta in 200.000 bottiglie da decine di produttori sparsi tra Castellinaldo, Magliano Alfieri, Priocca, Canale, Vezza d’Alba, Castagnito e Guarene. Rigoroso il disciplinare: resa limitata e vigne di almeno trent’anni di età, allevate a un’altitudine compresa fra i 250 e i 350 metri. Risultato: una Barbera d’Alba adulta, capace di esprimere il carattere che solo il Roero sa conferire ai vini autoctoni nati da vitigni a bacca rossa. Motivo in più per festeggiare, se l’assoluto valore del terroir oggi consente anche di “vincere in bellezza”.



