Barbera e Champagne, cantava Giorgio Gaber. Oppure, per dirla con la Marchisio Family: Barolo & bollicine. Attenzione al Barolo: Vigna Rionda, Riserva 2016. Quanto agli spumanti metodo classico: blanc de blancs e rosé, da Roero Arneis e da Nebbiolo. Entrambi reduci da qualcosa come 25 anni sui lieviti. Etichette esplosive: sono i campionissimi che la cantina di Castellinaldo si prepara ora a stappare a Veronafiere. Un esordio col botto, per super-vini destinati a restare nella storia. Regalando all’edizione 2024 di Vinitaly l’inconfondibile espressione delle Langhe e del Roero alla loro massima potenza. Puro nettare biologico e biodinamico.

«Sì, siamo particolarmente felici di poter presentare a Verona i nostri nuovi vini d’eccellenza, lo strepitoso Barolo di Serralunga e gli spumanti nati da una vendemmia di 25 anni fa. Testimoniano la nostra fedeltà al territorio e l’impegno nel tempo di chi ha scommesso sul valore unico delle nostre favolose colline». Idee che risuonano anche nelle parole dell’assessore all’agricoltura della Regione Piemonte, Marco Protopapa. «Con i suoi vini eccellenti – dice – il Piemonte è punto di riferimento sui mercati internazionali. È forte per la qualità e la storicità delle produzioni, ma anche per l’offerta di prodotti innovativi».

Gli fa eco il vicepresidente della Regione Piemonte, Fabio Carosso: «A Verona, il Piemonte porta la grande qualità che è richiesta e apprezzata dai mercati internazionali. Per questo continuiamo a difendere i nostri prodotti certificati e la biodiversità delle produzioni». Lo confermano i dati diffusi alla vigilia di Vinitaly 2024. Nel grande distretto vinicolo piemontese (oltre 45.000 ettari), quasi il 90% della produzione è destinata all’eccellenza, Doc e Docg. Cresce la superficie dedicata al biologico, ormai 4.200 ettari (un aumento del 300% in dieci anni). Non solo: il Piemonte è la seconda regione italiana per valore di esportazione di vino. Una crescita del 19% negli ultimi cinque anni, pari a 1,2 miliardi di euro nel 2023.

Parola chiave: internazionalità. E la Marchisio Family ha tutte le carte in regola per rispondere all’appello. Dopo la prestigiosa partecipazione lo scorso autunno alla Grande Dégustation de Montréal, con l’ingresso nell’ambito mercato del Canada, i Marchisio hanno inaugurato il 2024 a Millésime Bio, la Mecca del biologico (a Montpellier, in Francia). Poi a marzo un’altra pietra miliare: il Prowein di Düsseldorf. E adesso Vinitaly, la fiera dei record: oltre 4.000 espositori e almeno 150.000 visitatori. Una vetrina mondiale che esprime l’intera comunità del vino: produttori e importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti e opinion leader.

Barolo e bollicine, dunque. Ma non solo: «Roero Arneis, Barbera d’Alba e Nebbiolo d’Alba restano il vero Dna del nostro territorio vinicolo d’origine, il Roero». Vitigni autoctoni: «Sta a noi rendere indimenticabili questi vini, grazie a vinificazioni naturali». Ultima frontiera, l’anfora: «Garantisce una morbidezza inarrivabile, preservando la tipicità varietale e regalando evoluzioni impensabili». Tra i gioielli di famiglia realizzati nei vasi di ceramica, anche il Riesling e il Pinot Nero. Ma il capostipite è un super-rosso chiamato Valmaggiore: il primo Nebbiolo, al mondo, a essere nato in anfora. Ecco perché quella di Vinitaly è l’ennesima consacrazione di una storia che fa onore al miglior Piemonte vinicolo.

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