«Un anno dopo, la cosa più emozionante è vedere che tanti clienti si ricordano di te. Magari vengono da lontanissimo e si fanno largo tra la folla per raggiungerti: vogliono salutarti e riassaggiare proprio i tuoi vini». La folla è quella di BolognaFiere, che ha appena ospitato la tredicesima edizione della mostra-mercato della Fivi, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. «Per il terzo anno consecutivo – dice Francesca Marchisio – dal 23 al 25 novembre siamo stati presenti alla kermesse, che prima era a Piacenza e dal 2023 è approdata a Bologna». Un’esperienza appagante, nello spirito Fivi: valorizza le produzioni artigianali e i viticoltori etici legati al loro territorio.

«Viviamo una fase complessa», afferma Lorenzo Cesconi, vignaiolo e presidente della Fivi: «È forte la preoccupazione dei nostri soci nell’affrontare il futuro. Per questo, il successo del Mercato dei Vini bolognese è ancora più importante: rappresenta una boccata di ossigeno davvero necessaria, quest’anno». Conferma Francesca Marchisio: «È vero che c’erano 2.000 visitatori in più rispetto allo scorso anno (si sono raggiunte le 28.000 presenze), ma in generale le vendite sono parse in calo». Degustatori in più, acquirenti in meno: chiaro indizio di preoccupazioni economiche che serpeggiano tra molti italiani.

«Noi, comunque – racconta Francesca – abbiamo recuperato alla grande il lunedì, ultimo giorno della fiera, solitamente dedicato agli operatori del settore: ristoratori ed enoteche da tutta Italia hanno acquistato le nostre etichette». Il bello del Mercato dei Vini targato Fivi è proprio questo: a differenza di Vinitaly e di altre kermesse, si può circolare “armati” di carrello, come al supermercato. Il bilancio 2024? Decisamente ottimo, grazie alla grande partecipazione: oltre mille produttori e più di 8.000 vini in degustazione. Nutrita, con i Marchisio, la delegazione degli altri produttori Fivi provenienti dal Roero.

Dal canto suo, la città di Bologna ha “adottato” la fiera-mercato: animando la Notte Bianca dei Vignaioli, «decine di enoteche, cantine, bistrot e wine bar hanno messo in mescita una selezione dei vini Fivi». Quest’anno, poi, i mille Vignaioli Indipendenti presenti nel capoluogo emiliano hanno ospitato colleghi bulgari e sloveni, nonché 32 produttori di un’altra eccellenza nostrana, l’olio extravergine di oliva. Ennesimo spunto, questo, che conferma l’anima contadina della Fivi e il suo vero valore: una sentinella dei territori, capace di promuovere produzioni “sostenibili” che preservano il futuro dell’Italia migliore.

(Nella foto: Francesca Marchisio con gli altri produttori Fivi del Roero).

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