Vigna Rionda: tutto detto. Un nome che è leggenda, l’Olimpo del Barolo. Notizia: la Marchisio Family entra, dalla porta principale, nel golden club dei Principi delle Langhe. Vigna Rionda è uno dei più rinomati cru del Barolo. Sta lassù, nell’alto dei cieli, accanto a “colleghi” come Cannubi e Brunate. «Siamo emozionati», ammettono i Marchisio: «Entro fine anno sarà disponibile il primo Barolo della nostra storia. E che Barolo: un Riserva 2016, dai vigneti più ambiti di Serralunga d’Alba». Era una specie di segreto: ma adesso è giunto il momento di svelarlo. «Essere nel gruppo dei produttori di Vigna Rionda, una decina in tutto, segna una pietra miliare nella vita della nostra azienda».

Lo si può capire. Vigna Rionda è tra le Mga (menzioni geografiche aggiuntive) più note al mondo. Per gli amanti del Barolo d’alta classe, una vera Mecca. Merito dell’eccezionale esposizione, dei terreni marnosi: potenza e profumi, longevità infinita. Le guide e le riviste specialistiche si sprecano in complimenti: il super-Barolo Vigna Rionda è inconfondibile per finezza e profondità. Intenso all’olfatto, etereo e persistente. Un’esplosione di fragranze: note speziate e sottobosco, liquirizia, frutti rossi. Fiori appassiti, cuoio, erbe balsamiche. Maestosa eleganza e grande struttura. Un vino davvero nobile, profondo e lunghissimo. La chiave della sua fama? Il terreno perfetto, il microclima ideale per il Nebbiolo.

«Questo nostro progetto – spiegano Sergio e Fabio Marchisio – nasce dalla collaborazione con un amico viticoltore di Serralunga. Ci ha aiutato ad affacciarci – nel modo più prestigioso – nel magico mondo del Barolo». Sottinteso: anche il Vigna Rionda targato Marchisio avrà l’impronta inconfondibile della casa. Un’azienda pioniera nel settore del green, biologica e biodinamica. Il Barolo Riserva Vigna Rionda 2016? Fermentato e affinato per due anni in botte grande di rovere, per poi essere rifinito stazionando altri 12 mesi in barriques di terzo passaggio, prima del lungo affinamento in bottiglia.

Il nome Vigna Rionda è legato alla storia stessa del Barolo. È citato già in epoca medievale: i terreni appartenevano al Marchesato di Saluzzo. Passarono alla famiglia Falletti, che li tenne fino al 1860. Poi, nel Novecento, l’acquisizione da parte dei produttori locali: pochissimi, tuttora. La storia della Marchisio Family, figlia del Roero, non poteva non completarsi con il nettare delle Langhe. Sergio Marchisio è stato il primo produttore al mondo a vinificare il Nebbiolo in anfore di ceramica. E ora è anche il primo winemaker del Roero a mettere la propria firma sul paradiso del Barolo: Vigna Rionda.

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